Il Germoglio:

un sogno che si realizza

All’inizio mi sembrava un sogno, invece oggi, grazie a Dio e a voi, il progetto si concretizza. Dobbiamo lavorare ancora perché alcuni poveri guariscano dai loro mali, mangino ogni giorno, perché i loro bambini possano andare a scuola, perché le loro bambine e le loro donne possano vivere senza paura.

Questi sono alcuni dei poveri che aspettano il vostro aiuto:

 

Arun

Ha solo 13 anni e dovrebbe andare a scuola, come gli altri ragazzi della sua età, invece lavora alla escavazione dei pozzi trasportando, sulle sue spalle, trivelle e attrezzi pesantissimi. Arun è lontano dalla sua casa più di mille chilometri ma è contento di lavorare per poche rupie al giorno che serviranno per curare i suoi genitori gravemente ammalati ai reni. Anche il fratello, Anandhan, di 14 anni, è stato costretto a lasciare la scuola per lo stesso motivo e, se non ci sarà qualche aiuto esterno, anche il terzo fratello, Prasandhan, 9 anni, avrà la stessa sorte perché servono sempre più rupie per le medicine e il cibo.

Vincent A.

Faceva il taglialegna e, con il suo lavoro, riusciva a sostenere la famiglia. Un giorno,il tronco di un albero, tagliato da un altro operaio, si è abbattuto sulla sua spalla destra lesionando la clavicola, il braccio destro, la gamba sinistra. Il sistema venoso del braccio, dopo vari tentativi, è incurabile e ora i medici hanno detto che, per fermare la cancrena, dovranno amputare l'arto. La moglie anche soffre di reumatismi e non può lavorare con continuità. I figli vorrebbero continuare gli studi ma la situazione economica non lo permette: dovranno al più presto lasciare la scuola ed andare, loro, a lavorare.
 

Cherupushpam

È una mamma di 36 anni vittima delle continue violenze del marito alcolizzato che, due anni fa, ha tentato di bruciarla viva cospargendola di kerosene. Le fiamme hanno lasciato ustioni su gran parte del corpo della donna ma il marito non si è mosso a compassione, anzi si è dato alla fuga abbandonando la famiglia nella miseria per un anno e mezzo. Sei mesi fa è tornato e i parenti e i vicini hanno tentato di riconciliare la coppia sperando che il marito si fosse pentito. Invece egli ha continuato ad ubriacarsi togliendo i pochi soldi che servivano per la famiglia e, sempre più brutale, tre mesi fa, durante una lite, ha morso il naso alla moglie strappandolo di netto ed è di nuovo scappato. Al pronto soccorso dell'ospedale, i medici hanno tentato di ricucire le parti ma non c'è stato niente da fare: così un'altra ferita, tanto dolorosa da accettare per la povera donna già così duramente segnata sul corpo, si è aggiunta. Le disperate condizioni della famiglia di Cherupushpam sono ormai ai limiti della sopravvivenza. I bambini, di 12, 11 e 9 anni, sono denutriti e perciò, spesso, cadono ammalati e quindi, per loro, è molto difficile continuare a studiare. La madre, così sfigurata dalle ustioni e dalla mutilazione, non può uscire per andare a lavorare e vive  chiusa in casa.
 

Christudas P.

Ha 35 anni e da 5 anni è affetto da paresi. Per curarsi e bloccare la malattia che stava diventando progressiva, Christudas ha venduto la casa e tutto quello che possedeva. Ora con la moglie e i loro due figli, è ospitato dalla madre: vivono in cinque dentro una sola stanza. Anche la madre e la moglie di Christudas sono malate e dovrebbero curarsi ma devono, in qualche modo, lavorare per acquistare le medicine indispensabili.

 

 David Y.

Ha 48 anni e da 14 ha il corpo devastato da una gravissima forma di psoriasi. David non ha le rupie necessarie  per acquistare gli unguenti che potrebbero alleviare il terribile prurito e, per avere un po' di sollievo, con la lama di un coltello  raschia le squame. Dopo questa "operazione", ogni volta, nelle sue mani raccoglie un grosso pugno di croste bianche e dalle braccia, dal petto, dalla schiena la pelle sanguina. David non può più lavorare perché la  malattia è ormai troppo diffusa e rende le sue articolazioni quasi  rigide. Inoltre le  persone lo evitano perché hanno ribrezzo e, i più ignoranti, hanno paura di un qualche  contagio.  La sua casa (vedi foto) ormai quasi non esiste più: un fulmine ha incendiato il tetto di foglie di cocco e le piogge hanno fatto crollare alcune pareti di fango secco. 

Thankappan C.

Sosteneva la moglie, le tre figlie e la vecchia madre arrampicandosi sugli alberi di mango per raccoglierne i frutti. Purtroppo, un giorno, è precipitato da una pianta riportando lesioni permanenti agli arti. Thankappan cerca di continuare a lavorare ma questo gli costa molta più fatica e dolore. Il guadagno è minore e manca il denaro per il cibo ma soprattutto per curare la moglie e la seconda figlia che sono entrambe affette da noduli maligni alla tiroide che devono essere, al più presto, asportati chirurgicamente.

Vicraman (Joseph)

Ha 44 anni ed è paralizzato da tre anni in seguito ad un incidente sul lavoro. Egli infatti era un raccoglitore di noci di cocco e, un giorno, è caduto dall'alto di un albero. Nonostante abbia subito due operazioni, le sue gambe sono rimaste inerti. Vicraman, con il suo lavoro, sosteneva la famiglia composta dalla moglie e due figli che ora si trovano in condizioni di povertà. Vicraman e la moglie però, nella disgrazia, non hanno chiuso il loro cuore e hanno adottato un bambino ancora più bisognoso di loro. Con questo gesto generoso lo hanno salvato da un triste destino: il piccolo rischiava, infatti, come già era accaduto a sua sorella, di essere venduto dal padre alcolizzato sempre in cerca di soldi per placare la sua “sete”. Per far fronte alle spese mediche e per il cibo non basta il lavoro saltuario della moglie e i ragazzi dovranno presto lasciare gli studi per aiutare la famiglia.


 

Stanly

Ha 58 anni. Da due anni è paralizzato nella parte destra del corpo: non può più lavorare il suo campo che gli dava il necessario per vivere. La moglie ha subito un'operazione allo stomaco che però non ha avuto l'esito desiderato ed ora il suo addome è gonfio e spesso dolente per cui, anche lei, non può più intrecciare canestri di bambù come era solita fare per guadagnare qualche rupia. La povertà è ora sempre più incombente per Stanly e sua moglie ed anche la casa mostra i segni del degrado in cui essi vivono: il tetto, per le forti piogge, è in parte crollato e l'acqua penetra nell'interno. I due coniugi mancano dello stretto necessario per comprare le medicine, il cibo e riparare la loro povera casa.

Sylus S.

Ha sposato una donna del nord dell'India ed hanno avuto cinque figli. Sylus era un buon operaio e, quando andava a lavorare lontano, mandava tutto il denaro guadagnato alla moglie. Qualche tempo fa, questa donna è scappata con il suo amante ed il figlio più grande con i risparmi della famiglia. Ora la figlia, 15 anni, fa da mamma ai fratellini più piccoli. Il padre si è ammalato gravemente ed è stato in punto di morte. Adesso ha superato la crisi ma è ancora molto debilitato: tutti e cinque vivono con le poche rupie che guadagna il figlio di dieci anni, bravissimo a decorare le pareti. Sylus non potrà più lavorare per molto tempo e quindi, se non ci sarà almeno qualche aiuto, tutti i ragazzi dovranno presto lasciare la scuola e guadagnare il necessario per vivere e per curare il loro padre.
 

Sahayam K.

È un bravo catechista ed è responsabile di due chiese parrocchiali. Sahayam riceve poche rupie per questo lavoro di volontariato, mentre avrebbe bisogno di molto più denaro per curare il figlio malato di leucemia. Venti anni fa Sahayam aveva gettato le fondamenta di una casa in muratura ma, ancora oggi, dopo tanto tempo, lui e la sua famiglia vivono in una capanna di fango, con il tetto di foglie di cocco, perché i soldi per costruire la casa sono spesi tutti per le medicine.
 

Christudas N.

38 anni, insieme alla moglie ed ai figli, quando scende la sera, va a dormire prestissimo perché per loro non c'è nulla da mangiare per cena. Nella loro casa si fa un unico pasto, a mezzogiorno, e le porzioni sono scarse. La povertà si è abbattuta sulla sua famiglia quando, nove anni fa, Christudas è caduto da un albero di cocco mentre raccoglieva le noci. La moglie lo assiste continuamente: ha imparato a sostituire il catetere ma spesso mancano i soldi per le medicine e tutto il necessario per un uomo paralizzato. Per colmo di sventura anche il figlio soffre ora di reni per i postumi della febbre gialla mal curata.
 

Cristal Baby

Ha solo 31 anni eppure soffre già di diverse malattie causate dai maltrattamenti del marito e dalla scarsa nutrizione. La giovane madre era nata in una famiglia benestante ma la sua dote (casa e denaro) è stata, a poco a poco, dilapidata tutta dal marito alcolizzato che ha ridotto la famiglia in estrema povertà. La casa, dove lei ora abita con i due figli, è fatta di fango secco e il tetto è di foglie di cocco che dovrebbero essere sostituite. Quella che si vede nella foto è quanto rimane delle camere che sono andate tutte distrutte ed è rimasta soltanto la veranda per dormire e cucinare.
 

Stella

Ha 30 anni, è vedova da tre anni, ha due bambini di 11 e 12 anni. Senza lavoro né aiuto da parte di parenti, vivono in una casa fatta totalmente di foglie di cocco. Da poco ha scoperto di soffrire di cuore, ciò nonostante lei è consapevole di essere l'unica speranza per i suoi figli.  

 

Augustina

Ha 36 anni, vedova da 4 anni, senza lavoro e con la casa costruita parzialmente (senza cucina e bagno). Ha tre figli: due sono in orfanotrofio e il più piccolo è rimasto con lei a casa. La morte del marito ha portato sconforto e disperazione nella vita della donna e dei figli. Lei, anche per la dignità con cui affronta tale situazione, non ha trovato l'aiuto sperato per tenere figli con sé.  
 

Omana

Vendalicode

45 anni, è rimasta vedova, con due figlie, 14 anni fa. Da allora ha sempre lavorato trasportando pesi sulla testa e questo, con il passare del tempo, ha danneggiato le vertebre della sua spina dorsale. Ora non può lavorare per molte ore come faceva nel passato e perciò non ci sono soldi per mandare all'università la figlia maggiore che vorrebbe diventare infermiera.

 

Dove è già iniziata la costruzione di una fabbrica per la lavorazione degli anacardi. La fabbrica fornirà il lavoro ad almeno 150 donne garantendo la sopravvivenza di altrettante famiglie.

 

Per contribuire al progetto:
 

Conto Banco Posta 43588292 CIN I ABI 07601 CAB 03200

Conto UniCredit Banca n° 10237710 CIN B • IBAN IT 59 • ABI 2008 • CAB 16500 •

Causale: Il Germoglio Intestato a: Jarald Rugminibai Jayaraj



Cell. 3283243963 e-mail: jayaraj@libero.it • www.jayaraj.org
 

 

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